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Il 2009 verrà ricordato come l’anno in cui la crisi, che sembrava circoscritta ai mercati finanziari e a paesi diversi dall’Italia, si è trasformata in crisi economica, colpendo duramente il sistema produttivo del nostro paese, le famiglie e i singoli individui ed arrivando a minare le basi della coesione sociale.
La Fondazione Carispe, che come ogni altro investitore ha risentito delle difficoltà dei mercati finanziari, si è trovata ad affrontare sia gli effetti della crisi prodotti sul proprio patrimonio sia gli inevitabili impatti sul tessuto sociale.
Sotto il primo aspetto, grazie alle strategie di investimento particolarmente conservative, agli accantonamenti e alle plusvalenze patrimoniali dei precedenti esercizi, è stato possibile sopperire alla riduzione dei flussi finanziari derivanti, in particolare, dalla mancata distribuzione di dividendi da parte di Intesa Sanpaolo, raggiungendo comunque gli obiettivi posti dal Documento di Programmazione annuale ed assicurando continuità agli impegni assunti nei confronti del territorio.
Particolare attenzione è stata poi dedicata ai nuovi assetti organizzativi di Banca Carispe, avviando un intenso confronto con l’azionista di maggioranza per preservare il ruolo della banca a sostegno dell’economia locale e favorirne lo sviluppo territoriale, anche mediante la confermata disponibilità a nuovi investimenti da parte della Fondazione.
Sul piano sociale, le conseguenze della crisi hanno determinato l’insorgere di nuove forme di disagio solo in parte assimilabili ai tradizionali bisogni economici, producendo gli effetti più negativi soprattutto nei confronti dei giovani, degli anziani e degli altri individui che si ritenevano al riparo dalla crisi e che si sono invece trovati a rischio di emarginazione.
L’emergere di nuove condizioni di vulnerabilità economica e sociale, dovute soprattutto agli alti livelli di disoccupazione e alla drastica contrazione dei redditi e del valore dei risparmi delle famiglie, ha creato situazioni di difficoltà improvvise rispetto alle quali si sono rivelati insufficienti gli strumenti del welfare pubblico.
Pur nell’attuale situazione di crisi, l’attivo patrimoniale della Fondazione è comunque cresciuto dell’1% rispetto all’esercizio precedente, raggiungendo l’importo di 227.454.208 euro, ed è così composto:

Complessivamente l’attività patrimoniale ha generato una redditività media del 3,20%. Tale redditività, nonostante la perdurante incertezza relativa ai mercati finanziari e alla redditività delle partecipazioni bancarie, ha creato un avanzo d’esercizio pari a circa 4.600.000 euro che, anche grazie alla consistenza del fondo di stabilizzazione delle erogazioni, ha consentito alla Fondazione di dare certezza all’attività erogativa per l’anno 2010 e di dare impulso, anche se in termini più contenuti, a iniziative del futuro esercizio.
L’attività erogativa
Le erogazioni della Fondazione nel 2009, superando le previsioni contenute nel Documento Programmatico, hanno raggiunto l’importo di 4.272.610 euro, cui si aggiungono 708.308 euro destinati al Fondo speciale per il Volontariato e alla Fondazione per il Sud.
Di seguito è riportata una sintesi delle erogazioni della Fondazione nell’esercizio 2009 e una tabella relativa alla distribuzione delle stesse per soggetti destinatari degli interventi.
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Erogazioni deliberate
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Settori rilevanti
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Arte, attività e beni culturali
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1.199.662
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28,1%
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Educazione, istruzione e formazione
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1.117.004
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26,1%
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Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa
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789.000
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18,5%
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Settori ammessi
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Patologie e disturbi psichici mentali
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576.860
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13,5%
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Volontariato, filantropia, beneficenza
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510.084
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11,9%
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Attività sportive
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80.000
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1,9%
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TOTALE
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4.272.610
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100%
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Erogazioni deliberate per soggetti beneficiari
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Euro
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%
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PROGETTI DELLA FONDAZIONE
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1.439.262
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33,7%
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SOCIETA' STRUMENTALE
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707.000
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16,5%
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ALTRI ENTI - Stato/Enti pubblici territoriali
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608.090
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14,2%
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ASSOCIAZIONI/ONLUS
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560.744
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13,1%
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COOPERATIVE SOCIALI
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366.160
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8,6%
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ALTRO
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343.014
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8,1%
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ALTRI ENTI - Enti religiosi/Ecclesiastici
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248.340
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5,8%
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TOTALE
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4.272.610
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100%
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In tutti i Settori di intervento è stato privilegiato il finanziamento a progetti propri, realizzati autonomamente dall’Ente o in partnership con altri, e a progetti continuativi, per consolidare e qualificare le iniziative promosse, investendo su obiettivi di medio e lungo periodo. Dal punto di vista della distribuzione delle erogazioni, oltre il 54% delle risorse disponibili sono state assegnate ai Settori Arte, attività e beni culturali ed Educazione, istruzione e formazione.
Arte, attività e beni culturali
In questo Settore, particolare attenzione è stata dedicata dalla Fondazione a interventi di valorizzazione dei luoghi dell’identità culturale, come il progetto di restauro del Palco della Musica e la qualificazione dell’area dei giardini pubblici della Spezia, che saranno destinati a proseguire anche nei futuri esercizi.
Per quanto riguarda gli eventi culturali, la Fondazione ha concentrato la maggior parte delle attività su progetti di particolare rilevanza, quali il Festival della Mente e gli eventi ad esso correlati, la mostra per celebrare i 140 anni dell’Arsenale Militare Marittimo, Ars Genius, o quella sull’artista Giuliano Tomaino, che ha lasciato nella città un segno permanente (la macro scultura Oplà donata dalla Fondazione alla cittadinanza). Accanto a tale iniziative, si inseriscono le tradizionali e consolidate rassegne culturali, letterarie e musicali realizzate sul territorio grazie all’impegno della società strumentale Fondazione Eventi.
Educazione, istruzione e formazione
Con riguardo al campo della formazione, la Fondazione si è impegnata nella realizzazione di attività didattiche integrative e nella promozione di progettualità innovative per la formazione culturale delle giovani generazioni, mediante progetti che hanno interessato soprattutto la musica, il teatro, le arti visive e l’innovazione tecnologica. E’ risultato poi prioritario l’impegno a favore del Polo Universitario Spezzino, nella speranza di favorire l’afflusso di nuove forze intellettuali capaci di innestarsi nel tessuto culturale cittadino, offrendo stimoli positivi e opportunità educative. A tale proposito, appare fondamentale giungere quanto prima allo scioglimento del tema irrisolto relativo alla gestione dell’Ente universitario, per meglio consolidare le attività della struttura.
Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa
In questo Settore la Fondazione ha incrementato la promozione di progetti speciali di ricerca, assegni e contratti di formazione specialistica, realizzati in collaborazione con le strutture universitarie, per migliorare i servizi sanitari all’interno degli ospedali. Ha poi proseguito nella mission che la vede impegnata a rafforzare l’assistenza territoriale ai cittadini affetti da patologie gravi. Lavorando in collaborazione con le istituzioni e le associazioni sanitarie del territorio, è stato infatti possibile garantire continuità a iniziative come le cure palliative per il malato oncologico terminale o il progetto sullo scompenso cardiaco, in grado di offrire assistenza ad un livello qualitativamente alto ai pazienti anche al di fuori della strutture ospedaliere.
Patologie e disturbi psichici mentali
Gli interventi della Fondazione a favore delle persone diversamente abili sono stati tesi a consolidare il sostegno alla gestione delle strutture territoriali di accoglienza, garantito per esempio dalla Fondazione M. Canepa Onlus, e a iniziative di assistenza domiciliare, come il progetto Mai Soli. La Fondazione si è inoltre impegnata, in maniera crescente rispetto agli anni precedenti, nella sperimentazione di percorsi innovativi, proposti direttamente dell’Ente e realizzati in partnership con altri soggetti, in grado di migliorare la qualità di vita dei disabili e delle loro famiglie. Si tratta di iniziative di integrazione e riabilitazione come Adolescenti e genitori: navigando insieme, realizzata con la Fondazione Tender to Nave Italia Onlus, oppure ancora degli interventi che utilizzano forme comunicative e artistico-espressive quali strumenti terapeutici e di inclusione sociale, come i progetti Teatro e Disabilità e La Settima Onda.
Volontariato, filantropia, beneficenza
A contrasto della crisi, la Fondazione ha operato nel campo del volontariato, concentrando al massimo il proprio intervento a favore del Terzo Settore, di cui le fondazioni di origine bancaria costituiscono una componente fondamentale, per rafforzare la coesione sociale e la rete di protezione a favore delle categorie più deboli. A tale impegno si aggiungono il finanziamento al Fondo speciale per il Volontariato e alla Fondazione per il Sud.
Particolare impegno è stato dedicato nel creare e sostenere forme di partenariato con le varie espressioni del volontariato e dell’economia sociale, costruendo sul territorio un vero e proprio Terzo Pilastro, destinato ad affiancare, in maniera sussidiaria e complementare, le iniziative pubbliche e private contro gli effetti della crisi. Sono rientrati in questo ambito gli interventi per affrontare i bisogni più immediati, quali la creazione del sistema di microcredito per soggetti a rischio di emarginazione economica, l’organizzazione della rete di distribuzione alimentare in favore delle varie mense cittadine e delle famiglie in difficoltà, con progetti come la Spesa Solidale, gli interventi di protezione e accoglienza di persone senza fissa dimora previsti dal progetto Marsy, lo sviluppo della rete dei servizi territoriali di assistenza agli anziani non autosufficienti realizzato grazie a iniziative come il Servizio di Mobilità Sociale in Val di Vara e la consegna del farmaco a domicilio alla Spezia e nel territorio della Lunigiana, i progetti di solidarietà e inclusione sociale nei quartieri cittadini e nelle strutture di ricovero, quali Per una città più solidale. Ci siamo e ci vediamo… a Valdellora e Narrare e narrarsi come cura di sé, e, infine, la realizzazione di centri di accoglienza per minori incondizioni di disagio, come il Centro Diurno Polifunzionale Il Traghetto, e per l’integrazione di giovani e famiglie migranti con l’iniziativa Dalla scuola alla famiglia.
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